Virgilio, Eneide VI, 893-896

Melphi

Melphi pronuncia

Sunt geminae Somni portae, quarum altera fertur
cornea, qua veris facilis datur exitus umbris;
altera candenti perfecta nitens elephanto,
sed falsa ad caelum mittunt insomnia Manes.

Il sacerdote traduce

«Ci sono due porte del Sonno: una, si dice, è di corno, e da lì le ombre vere trovano un’uscita facile; l’altra è lavorata in avorio candido e splendente, ma da quella i Mani mandano verso il cielo i sogni falsi.»

E interpreta

Questo verso ti mette davanti a due porte, e ti chiede di distinguere. Non tutto ciò che brilla è vero, e non tutto ciò che è modesto è falso: la porta di corno è semplice, quella d’avorio è splendida, eppure è da quest’ultima che escono gli inganni. Se in questi giorni stai valutando una proposta, una persona nuova, un investimento che sembra perfetto, fai attenzione all’effetto lucente. Chiediti che cosa resta quando togli la confezione. Allo stesso tempo, non buttare via i tuoi sogni: alcuni sono veri e chiedono solo strade semplici. Il verso non ti condanna al sospetto, ti invita a guardare meglio.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Gli diè lume e compenso. Escono i Sogni
D’inferno per due porte; una è di corno,
L’altra è d’avorio. Manda il corno i veri.
L’avorio i falsi; e per l’eburna Anchise
Theodore C. Williams (1910)
Now Sleep has portals twain, whereof the one
Is horn, they say, and easy exit gives
To visions true; the other, gleaming white
With polished ivory, the dead employ
To people night with unsubstantial dreams.

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide VI, 893-896