Virgilio, Eneide III, 188
Melphi pronuncia
Cedamus Phoebo, et moniti meliora sequamur.
Il sacerdote traduce
«Cediamo a Febo e, ammoniti, seguiamo la via migliore.»
E interpreta
Questo verso ti dice una cosa semplice: hai ricevuto un segnale chiaro, ed è il momento di cambiare rotta senza orgoglio. Forse hai insistito su una strada, in amore, nel lavoro, in un progetto, e le cose ti hanno fatto capire che non era quella giusta. Melphi ti invita a riconoscere l’errore con serenità: anche chi è saggio sbaglia a interpretare, e la saggezza vera sta nel correggersi in tempo. Non è una sconfitta, è un’informazione preziosa. Cedere, qui, non significa arrendersi, significa ascoltare. Lascia andare la soluzione che avevi difeso e segui quella migliore, ora che la vedi.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Cediamo a Febo; e ciò che ’l dio del vero
Ne dà per meglio, per miglior s’elegga.
Cediamo a Febo; e ciò che ’l dio del vero
Ne dà per meglio, per miglior s’elegga.
Theodore C. Williams (1910)
Now Phoebus speaks. Obedient let us be,
and, warned by him, our happier lot pursue!”
Now Phoebus speaks. Obedient let us be,
and, warned by him, our happier lot pursue!”
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide III, 188