Virgilio, Eneide III, 395
Melphi pronuncia
fata viam invenient, aderitque vocatus Apollo.
Il sacerdote traduce
«i fati troveranno la via, e Apollo, se invocato, sarà presente.»
E interpreta
Questo verso ti porta una rassicurazione concreta. Forse c’è un problema che ti angoscia e a cui non vedi soluzione: un esame, un debito, una diagnosi da aspettare, una decisione che sembra impossibile. Melphi ti dice di non consumarti a risolvere oggi ciò che si scioglierà a suo tempo: la strada si troverà. Ma nota la seconda parte: l’aiuto arriva quando viene chiamato. Non è una promessa per chi resta fermo ad aspettare, è un invito a fidarti e insieme a chiedere. È il momento giusto per lasciar andare l’ansia del come e dedicarti a quello che puoi fare adesso, chiedendo aiuto con semplicità.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Comunque avvenga, i fati a ciò daranno
Oportuno compenso; e questo Apollo
Invocato da voi presto saravvi.
Comunque avvenga, i fati a ciò daranno
Oportuno compenso; e questo Apollo
Invocato da voi presto saravvi.
Theodore C. Williams (1910)
about those ‘tables bitten’, for kind fate
thy path will show, and Phoebus bless thy prayer.
about those ‘tables bitten’, for kind fate
thy path will show, and Phoebus bless thy prayer.
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide III, 395