Leone

23 luglio – 22 agosto · elemento fuoco · governatore sole · Leo

Leone, tavola incisa da Sidney Hall
Sidney Hall, Urania’s Mirror, Londra 1825 · pubblico dominio

Il ritratto del segno

Cari amici del Leone, il poeta antico non ha dubbi sulla vostra natura: cacciatori, gente che vive di imprese e di trofei appesi alla porta, con un ingegno pronto all’ira improvvisa e altrettanto pronto a farla passare, e un giudizio semplice che viene da un cuore pulito. È tutto qui. Tu hai bisogno di una scena, non per vanità, ma perché il tuo calore funziona solo se qualcuno lo riceve. Sei generoso fino all’eccesso, leale fino alla testardaggine, e quando ti arrabbi lo sai fare bene, ma non tieni rancore: la tempesta passa e torna il sole. In amore vuoi essere scelto e ammirato, e ricambi con una fedeltà da re; nel lavoro rendi dove puoi guidare, decidere, rappresentare, meno dove devi obbedire in silenzio. Il rischio è confondere l’orgoglio con la dignità e non chiedere aiuto mai. Il poeta è concreto fino alla crudezza: c’è chi come te pacifica le foreste con la paura e appende le pelli alle porte superbe, e chi, senza uscire dalle mura, fa lo stesso mestiere in città, con le carni esposte sul banco e il guadagno che viene dal macello, al servizio del lusso altrui. È un modo antico per dire che sei fatto per la caccia grossa: obiettivi grandi, imprese visibili, un guadagno che si vede. Ti nutri di conquiste, e quando manca la preda ti inventi un’altra battaglia. Il tuo animo, dice, è uguale a se stesso: le ire sono improvvise ma la calma torna in fretta, e il giudizio resta semplice perché il cuore è pulito. Il consiglio: lascia che qualcuno ti dia una mano, ogni tanto. Un re che sa farsi aiutare regna più a lungo.

Fonte: Marco Manilio, Astronomica (I sec.) · leggi il passo originale
«Quis dubitet, vasti quae sit natura Leonis quasque suo dictet signo nascentibus artes? ille novas semper pugnas, nova bella ferarum apparat, et spolio vivit pecorumque rapinis; hos habet hoc studium, postes ornare superbos pellibus et captas domibus praefigere praedas et pacare metu silvas et vivere rapto. sunt quorum similis animos nec moenia frenent, sed pecudum mandris media grassentur in urbe et laceros artus suspendant fronte tabernae luxuriaeque parent caedem mortesque lucrentur. ingenium ad subitas iras facilisque recessus aequale et puro sententia pectore simplex.»

La Luna in Leone

La Luna transita in Leone: l’umore si fa fiero, caldo, generoso, con voglia di piacere e di farsi notare. Si spende volentieri, si ama a voce alta, si cercano complimenti. Buona giornata per feste, inviti e decisioni di cuore; occhio all’orgoglio ferito.

Fonte

Marco Manilio, Astronomica (I sec.) Liber IV, vv. 176-188; Luna nel segno (lunaIn): Alan Leo, Astrology for All (1899), cap. XVII https://www.thelatinlibrary.com/manilius4.html