Ariete

21 marzo – 19 aprile · elemento fuoco · governatore marte · Aries

Ariete, tavola incisa da Sidney Hall
Sidney Hall, Urania’s Mirror, Londra 1825 · pubblico dominio

Il ritratto del segno

Cari amici dell’Ariete, il poeta antico vi descrive come il montone dal vello ricco: tosato, ricresce; spogliato, ricomincia a sperare. È il vostro tratto più vero. Tu non sai stare fermo davanti a una porta chiusa: la spingi, e se non si apre ne cerchi un’altra. Sei un iniziatore, uno che accende la miccia e poi corre avanti, e proprio per questo chi ti sta accanto ti segue volentieri, anche quando non ha capito bene dove state andando. Il rovescio della medaglia è l’impazienza: le cose fatte di corsa a volte ti costano care, e passi dall’abbondanza al naufragio con la stessa velocità con cui ti sei lanciato. In amore sei diretto, generoso, un po’ esigente; nel lavoro rendi al massimo quando c’è da aprire una strada, meno quando bisogna mantenerla. Ma il poeta non si ferma qui: dal vello dell’Ariete fa nascere mille mestieri, cardare la lana grezza, scioglierla di nuovo, filarla sottile, tessere, comprare e vendere vesti di ogni tipo, cose senza le quali nessun popolo potrebbe reggersi, e nemmeno il lusso; un lavoro così grande che Pallade lo volle per sé e ne va fiera dopo la vittoria su Aracne. È il tuo talento di trasformare un impulso in cento attività diverse, e di offrirle a tutti. E aggiunge un tratto che forse non ami sentirti dire: un cuore inquieto, che dubita dentro un petto che trema, e che vuole sempre vendersi con la propria lode. Tradotto: hai bisogno di essere visto, e quando non lo sei ti lodi da solo, un po’ troppo forte. Non è vanità, è paura di non contare, e chi ti vuole bene lo sa. Il consiglio che vale per tutta la vita: prima di partire, conta fino a tre. Non ti spegne, ti protegge.

Fonte: Marco Manilio, Astronomica (I sec.) · leggi il passo originale
«Dives fecundis Aries in vellera lanis exutusque novis rursum spem semper habebit, naufragiumque inter subitum censusque beatos crescendo cadet et votis in damna feretur, in vulgumque dabit fructus et mille per artes vellera diversos ex se parientia quaestus: nunc glomerare rudis nunc rursus solvere lanas, nunc tenuare levi filo nunc ducere telas, nunc emere et varias in quaestum vendere vestes, quis sine non poterant ullae subsistere gentes vel sine luxuria. tantum est opus, ipsa suismet asseruit Pallas manibus dignumque putavit, seque in Arachnaeo magnam putat esse triumpho. haec studia et similis dicet nascentibus artes, et dubia in trepido praecordia pectore finget seque sua semper cupientia vendere laude.»

La Luna in Ariete

La Luna transita in Ariete: l’aria si fa impaziente, si ha voglia di agire subito e di fare di testa propria, con qualche scatto di nervi. Buona giornata per iniziare qualcosa, meno per trattare. Attenzione alle parole dette di getto.

Fonte

Marco Manilio, Astronomica (I sec.) Liber IV, vv. 124-139; Luna nel segno (lunaIn): Alan Leo, Astrology for All (1899), cap. XVII https://www.thelatinlibrary.com/manilius4.html