Virgilio, Eneide IX, 184-185

Melphi

Melphi pronuncia

Dine hunc ardorem mentibus addunt,
Euryale, an sua cuique deus fit dira cupido?

Il sacerdote traduce

«Sono gli dèi che mettono questo ardore nelle menti, Eurialo, o il desiderio violento di ciascuno diventa il suo dio?»

E interpreta

Questo verso ti fa una domanda che vale la pena ascoltare: la spinta che senti dentro viene da una chiamata vera o da un desiderio che si è travestito da destino? Forse in questi giorni hai voglia di fare un gesto audace, cambiare lavoro, partire, dichiararti, rischiare. L’entusiasmo è prezioso e non va spento. Ma prima di lanciarti, prenditi il tempo di distinguere. Una chiamata autentica resiste alle domande, alla notte, ai consigli di chi ti vuole bene; una brama travestita da dio ha fretta e non sopporta obiezioni. Fai attenzione a non trascinare con te chi ami in un’impresa che non hai pesato.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Eurïalo, io non so se Dio mi sforza
A seguir quel ch’io penso, o se ’l pensiero
Stesso di noi fassi a noi forza e dio.
Theodore C. Williams (1910)
Said Nisus: “Is it gods above that breathe
this fever in my soul, Euryalus?
or is the tyrant passion of each breast
the god it serves? Me now my urgent mind

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide IX, 184-185