Virgilio, Eneide VII, 312

Melphi

Melphi pronuncia

flectere si nequeo superos, Acheronta movebo.

Il sacerdote traduce

«Se non posso piegare gli dèi del cielo, smuoverò l’Acheronte.»

E interpreta

Questo verso ha una forza enorme, e proprio per questo ti chiede cautela. Racconta la tentazione di chi, non riuscendo a ottenere ciò che vuole per le vie normali, decide di mettere in moto le forze più oscure: la rabbia, la vendetta, il ricatto, la guerra. Se in questi giorni ti senti respinto, bloccato, e cresce in te la voglia di rompere tutto, fermati un momento. La tua energia è reale e può servirti, ma rivolgila a cercare altre strade, non a distruggere. Fai attenzione a non scatenare qualcosa che poi non sapresti più fermare: la caparbietà è una risorsa solo se resta onesta.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Se mover contra lui non posso il cielo,
Moverò l’Acheronte. Oh non per questo
Theodore C. Williams (1910)
If Heaven I may not move, on Hell I call.

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide VII, 312