Virgilio, Eneide VII, 116

Melphi

Melphi pronuncia

Heus ! etiam mensas consumimus, inquit Iulus,

Il sacerdote traduce

««Ehi! Ci mangiamo perfino le mense», dice Iulo,»

E interpreta

Questo verso ti porta un sorriso e un segnale insieme. A volte il segno che aspettavi non arriva con tuoni e lampi, ma con una battuta detta a tavola, da qualcuno che nemmeno sa di dirti qualcosa di importante. Se ti chiedi da tempo se sei nel posto giusto, nel lavoro, in una casa nuova, accanto a una persona, ascolta i dettagli leggeri di questi giorni. Una frase scherzosa, una coincidenza, una situazione buffa possono confermarti che la fatica sta per finire. Non è il momento di cercare segni solenni; è il momento di accorgerti di quelli piccoli che hai già sotto gli occhi.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
E motteggiando allora, O, disse Iulo,
Fino a le mense ancor ne divoriamo?
Theodore C. Williams (1910)
“Look, how we eat our tables even!” cried
Iulus, in a jest. Such was the word

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide VII, 116