Virgilio, Eneide VI, 851-853

Melphi

Melphi pronuncia

tu regere imperio populos, Romane, memento;
hae tibi erunt artes; pacisque imponere morem,
parcere subiectis, et debellare superbos.

Il sacerdote traduce

«Tu, Romano, ricordati di governare i popoli con il tuo comando; queste saranno le tue arti: dare alla pace una regola, risparmiare chi si è arreso e piegare in guerra i superbi.»

E interpreta

Questo verso ti dice una cosa semplice: ognuno ha la sua arte, e la tua oggi è guidare. Forse in famiglia, forse al lavoro, ti trovi a dover prendere in mano una situazione, a dare regole dove c’è confusione. Il verso ti indica come farlo bene: fermezza con chi approfitta e alza la testa, generosità con chi ha già ceduto e chiede solo di ricominciare. Non è il momento di voler piacere a tutti, né di schiacciare chi è più debole. Mettere ordine è un servizio, non un trionfo. Se guidi così, la pace che costruisci durerà più a lungo della tua stessa fatica.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Ma voi, Romani miei, reggete il mondo
Con l’imperio e con l’armi, e l’arti vostre
Sien l’esser giusti in pace, invitti in guerra;
Perdonare a’ soggetti, accòr gli umíli,
Debellare i superbi. In questa guisa
Theodore C. Williams (1910)
But thou, O Roman, learn with sovereign sway
To rule the nations. Thy great art shall be
To keep the world in lasting peace, to spare
humbled foe, and crush to earth the proud.”

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide VI, 851-853