Virgilio, Eneide VI, 664
Melphi pronuncia
quique sui memores alios fecere merendo,
Il sacerdote traduce
«e quelli che, con i loro meriti, hanno fatto sì che altri si ricordassero di loro,»
E interpreta
È un responso luminoso. Ti parla di ciò che resta di noi: non i titoli, non il denaro, ma il bene fatto agli altri, quello che fa sì che qualcuno si ricordi di te con gratitudine. Se in questo periodo ti chiedi se quello che fai abbia senso, sul lavoro, in famiglia, nel volontariato, nelle piccole attenzioni quotidiane, il verso ti risponde di sì. Ogni aiuto dato con generosità lascia un segno nella memoria di chi lo riceve. Non è il momento di misurare quanto ti viene restituito. È il momento giusto per continuare a seminare bene, con pazienza: la memoria degli altri è il raccolto più duraturo.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
E quei che, ben oprando, han tra’ mortali
Fatto di fama e di memoria acquisto;
E quei che, ben oprando, han tra’ mortali
Fatto di fama e di memoria acquisto;
Theodore C. Williams (1910)
Yea! here dwell all those dead whose deeds bequeath
Deserved and grateful memory to their kind.
Yea! here dwell all those dead whose deeds bequeath
Deserved and grateful memory to their kind.
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide VI, 664