Virgilio, Eneide VI, 620

Melphi

Melphi pronuncia

Discite iustitiam moniti, et non temnere divos.

Il sacerdote traduce

«Imparate, voi che siete stati avvertiti, la giustizia, e a non disprezzare gli dèi.»

E interpreta

Questo verso ha il tono di un avvertimento, e conviene ascoltarlo come tale, non come una condanna. Ti invita a guardare con onestà come ti stai comportando: sul lavoro, nei soldi, con le persone che dipendono da te. Forse c’è una piccola scorciatoia che ti sembra innocua, un accordo non del tutto pulito, una promessa trattata con leggerezza. Il verso ti dice di imparare finché sei in tempo, ora che l’avviso è arrivato. E ti ricorda anche il rispetto: per ciò che è più grande di te, per le regole condivise, per chi ti sta intorno. Correggere la rotta adesso costa poco; più tardi costerà molto di più.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Imparate da me voi che mirate
La pena mia: non violate il giusto,
Riverite gli Dei. Tra questi tali
Theodore C. Williams (1910)
‘0, ere too late, learn justice and fear God!’

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide VI, 620