Virgilio, Eneide VI, 376
Melphi pronuncia
Desine fata deum flecti sperare precando.
Il sacerdote traduce
«Smetti di sperare che i decreti degli dèi si pieghino a forza di preghiere.»
E interpreta
Questo responso è franco, ma non è crudele. Ti dice che c’è qualcosa che non cambierà, per quanto tu insista: una decisione già presa da un’altra persona, una situazione chiusa, un dato di fatto. Continuare a supplicare, a rimuginare, a sperare in un ripensamento ti tiene fermo sulla riva. Fai attenzione, però, a leggere bene il verso fino in fondo: subito dopo la Sibilla consola Palinuro con una promessa. Quando smetti di chiedere l’impossibile, si libera spazio per ciò che è possibile, e spesso è più di quanto credevi. Accettare non vuol dire arrendersi: vuol dire smettere di sprecare forze dove non c’è passaggio.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Senza comiato? Indarno indarno speri
Che per nostro pregar fato si cangi.
Senza comiato? Indarno indarno speri
Che per nostro pregar fato si cangi.
Theodore C. Williams (1910)
Hope not by prayer to change the laws of Heaven!
Hope not by prayer to change the laws of Heaven!
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide VI, 376