Virgilio, Eneide V, 871
Melphi pronuncia
nudus in ignota, Palinure, iacebis harena!
Il sacerdote traduce
«Nudo, Palinuro, giacerai su una sabbia sconosciuta!»
E interpreta
Questo è un grido di dolore, e se lo hai ricevuto forse anche tu stai piangendo qualcosa che è andato perduto all’improvviso: un rapporto, un lavoro, una sicurezza su cui contavi. Il verso ti dice che il dolore va detto, ad alta voce, come fa Enea. Ma ti avverte anche di una cosa sottile: Enea crede che Palinuro si sia fidato troppo del mare calmo, e si sbaglia, perché il timoniere era rimasto vigile fino all’ultimo. Non giudicare troppo in fretta chi hai perso, e nemmeno te stesso. Spesso ciò che chiamiamo imprudenza era solo una forza più grande di noi. Lascia spazio al lutto, senza processi.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Credesti, Palinuro. Or ne l’arena
Dal mar gittato in qualche strano lito
Ignudo e sconosciuto giacerai,
Credesti, Palinuro. Or ne l’arena
Dal mar gittato in qualche strano lito
Ignudo e sconosciuto giacerai,
Theodore C. Williams (1910)
fair skies and seas, and liest without a grave,
my Palinurus, in a land unknown!”
fair skies and seas, and liest without a grave,
my Palinurus, in a land unknown!”
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide V, 871