Virgilio, Eneide V, 709-710

Melphi

Melphi pronuncia

quo fata trahunt retrahuntque, sequamur;
quidquid erit, superanda omnis fortuna ferendo est.

Il sacerdote traduce

«Dove i fati ci trascinano e ci riportano indietro, là andiamo dietro a loro; qualunque cosa accada, ogni sorte si vince sopportandola.»

E interpreta

Se in questi giorni ti sembra di fare due passi avanti e uno indietro, questo verso ti parla con molta dolcezza. Non ti chiede di vincere la corrente con la forza: ti chiede di seguirla con intelligenza, senza smettere di remare. In amore, nel lavoro, in una questione di famiglia che non si sblocca, la tua forza adesso è la tenuta. Chi sa reggere un periodo storto ne esce più solido di chi lo combatte a colpi di nervi. Non è una resa: è pazienza attiva. Accetta il ritmo delle cose, tieni ferma la direzione e lascia che il tempo lavori anche per te. La fortuna, quella buona e quella cattiva, si attraversa portandola.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Magnanimo signor, comunque il fato
Ne tragga o ne ritragga, e che che sia,
Vincasi col soffrire ogni fortuna.
Theodore C. Williams (1910)
“O goddess-born, we follow here or there,
as Fate compels or stays. But come what may,
he triumphs over Fortune, who can bear
whate'er she brings. Behold, Acestes draws

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide V, 709-710