Virgilio, Eneide IV, 1-2

Melphi

Melphi pronuncia

At regina gravi iamdudum saucia cura
volnus alit venis, et caeco carpitur igni.

Il sacerdote traduce

«Ma la regina, ferita già da tempo da un affanno profondo, nutre la ferita con il sangue delle vene ed è consumata da un fuoco nascosto.»

E interpreta

Se in questi giorni porti dentro un sentimento che non hai ancora detto a nessuno, questo verso parla proprio a te. Può essere un amore nuovo, un desiderio di cambiare lavoro, una nostalgia che torna la sera. Il fuoco nascosto non si spegne da solo: più lo tieni chiuso, più si nutre di te, del tuo sonno, della tua energia. Melphi non ti dice di soffocarlo e nemmeno di buttarti senza pensare. Ti dice di riconoscerlo, di dargli un nome e un po’ di luce. Un sentimento guardato in faccia scalda; uno tenuto al buio brucia. Comincia a parlarne, almeno con te stesso.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Ma la regina d’amoroso strale
Già punta il core, e ne le vene accesa
D’occulto foco, intanto arde e si sface;
Theodore C. Williams (1910)
Now felt the Queen the sharp, slow-gathering pangs
of love; and out of every pulsing vein
nourished the wound and fed its viewless fire.

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide IV, 1-2