Virgilio, Eneide III, 56-57
Melphi pronuncia
Quid non mortalia pectora cogis,
auri sacra fames?
Il sacerdote traduce
«A che cosa non spingi i cuori dei mortali, maledetta fame dell’oro?»
E interpreta
Non è un caso se ti è uscito questo verso: il denaro, in questo periodo, rischia di prendere più spazio del dovuto nelle tue scelte. Può essere un’eredità che divide la famiglia, un socio che cambia volto quando ci sono soldi in gioco, o una tua tentazione di chiudere un occhio pur di guadagnare. Melphi non condanna il denaro, che serve a vivere; ti mette in guardia dalla fame che non si sazia e che fa tradire legami e promesse. Fai attenzione a chi ti tratta in modo diverso da quando ci sono interessi, e anche a te stesso. Metti sempre le persone davanti alla cifra.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Ahi de l’oro empia ed essecrabil fame!
E che per te non osa, e che non tenta
Quest’umana ingordigia? Or poi che ’l gielo
Ahi de l’oro empia ed essecrabil fame!
E che per te non osa, e che non tenta
Quest’umana ingordigia? Or poi che ’l gielo
Theodore C. Williams (1910)
on all the gold. O, whither at thy will,
curst greed of gold, may mortal hearts be driven?
on all the gold. O, whither at thy will,
curst greed of gold, may mortal hearts be driven?
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide III, 56-57