Virgilio, Eneide II, 49
Melphi pronuncia
Quicquid id est, timeo Danaos et dona ferentis.
Il sacerdote traduce
«Qualunque cosa sia, temo i Greci anche quando portano doni.»
E interpreta
Non è un caso se ti è uscito questo verso: qualcuno, in questo periodo, ti sta offrendo qualcosa che sembra troppo bello per essere vero. Può essere una proposta di lavoro che arriva all’improvviso, un affare vantaggioso, un gesto gentile da chi fino a ieri ti era ostile. Melphi non ti dice di rifiutare tutto: ti dice di guardare dentro il regalo prima di portarlo in casa. La generosità vera regge alle domande; quella interessata si irrita quando chiedi. Fai attenzione alla fretta che ti mettono addosso: è spesso il segnale più chiaro. Ringrazia, prendi tempo e verifica con calma chi guadagna davvero da questo dono.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Per di sopra assalirne. E che che sia,
Certo o vi cova o vi si ordisce inganno,
Chè de’ Pelasgi e de’ nemici è ’l dono.
Per di sopra assalirne. E che che sia,
Certo o vi cova o vi si ordisce inganno,
Chè de’ Pelasgi e de’ nemici è ’l dono.
Theodore C. Williams (1910)
Trust not this horse, O Troy, whate'er it bode!
I fear the Greeks, though gift on gift they bear.”
Trust not this horse, O Troy, whate'er it bode!
I fear the Greeks, though gift on gift they bear.”
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide II, 49