Virgilio, Eneide II, 354
Melphi pronuncia
Una salus victis, nullam sperare salutem.
Il sacerdote traduce
«Per i vinti c’è una sola salvezza: non sperare in nessuna salvezza.»
E interpreta
Il verso suona duro, ma letto bene libera. Forse stai aspettando che qualcosa si sistemi da solo: una risposta che non arriva, una persona che dovrebbe cambiare, un aiuto esterno che rimandi la decisione. Melphi ti dice che proprio questa attesa ti tiene fermo. Quando smetti di sperare nel salvataggio, ritrovi le tue forze, perché non hai più nulla da perdere nel provarci. Non è un invito alla disperazione né al gesto avventato: è un invito a togliere la speranza passiva dal centro e a mettere al suo posto l’azione. Fai attenzione solo a non trasformare il coraggio in rischio inutile.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Avventianci, e moriamo. Un sol rimedio
A chi speme non have è disperarsi.
Avventianci, e moriamo. Un sol rimedio
A chi speme non have è disperarsi.
Theodore C. Williams (1910)
The single hope and stay of desperate men
is their despair.” Thus did I rouse their souls.
The single hope and stay of desperate men
is their despair.” Thus did I rouse their souls.
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide II, 354