Virgilio, Eneide X, 501-502

Melphi

Melphi pronuncia

Nescia mens hominum fati sortisque futurae
et servare modum, rebus sublata secundis!

Il sacerdote traduce

«Oh mente degli uomini, che non conosce il destino né la sorte futura, e non sa mantenere la misura quando è sollevata dalla buona fortuna!»

E interpreta

Questo verso ti arriva come un avvertimento affettuoso. Se le cose ti stanno andando bene, una promozione, un amore nuovo, un guadagno inatteso, è bellissimo, e hai il diritto di goderne. Melphi ti chiede solo di non perdere la misura. Nei momenti fortunati è facile sentirsi invincibili, alzare la voce, umiliare chi è rimasto indietro, spendere più del necessario. Nessuno conosce il futuro, e quello che oggi esibisci con orgoglio domani potrebbe pesarti. Non è una condanna, è una sfumatura: festeggia, ma con gentilezza. Fai attenzione alle parole che usi con chi ha perso, e ai trofei che ti porti addosso.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Vassene or Turno. O cieche umane menti,
Come siete de’ fati e del futuro
Poco avvedute! E come oltra ogni modo
Ne’ felici successi insuperbite!
Theodore C. Williams (1910)
exulting in the spoil. O heart of man,
not knowing doom, nor of events to be!
Nor, being lifted up, to keep thy bounds
in prosperous days! To Turnus comes the hour

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide X, 501-502