Virgilio, Eneide X, 108
Melphi pronuncia
Tros Rutulusne fuat nullo discrimine habebo.
Il sacerdote traduce
«Che sia Troiano o Rutulo, non farò alcuna differenza.»
E interpreta
Questo verso ti parla di imparzialità. Forse in questo periodo ti trovi in mezzo a due parti: due figli che litigano, due colleghi in contrasto, due amici che ti chiedono di schierarti. Ti senti tirato da una parte e dall’altra e hai paura di deludere qualcuno. Melphi ti risponde che non devi per forza scegliere un campo: puoi essere giusto con entrambi, trattarli con la stessa misura e lasciare che ciascuno porti il peso delle proprie scelte. Fai attenzione però a non confondere l’imparzialità con l’indifferenza: essere equo non vuol dire lavarsene le mani, ma ascoltare tutti con lo stesso rispetto.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Quella stessa fortuna e quella speme,
Qual ch’ella sia, ch’i Rutuli o i Troiani
Oggi da lor faransi, io vi prometto
Aver per rata, e non punto inchinarmi
Più da quei che da questi: e sia l’assedio
Quella stessa fortuna e quella speme,
Qual ch’ella sia, ch’i Rutuli o i Troiani
Oggi da lor faransi, io vi prometto
Aver per rata, e non punto inchinarmi
Più da quei che da questi: e sia l’assedio
Theodore C. Williams (1910)
your quarrel end. Therefore, what Chance this day
to either foe shall bring, whatever hope
either may cherish,—the Rutulian cause
and Trojan have like favor in my eyes.
your quarrel end. Therefore, what Chance this day
to either foe shall bring, whatever hope
either may cherish,—the Rutulian cause
and Trojan have like favor in my eyes.
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide X, 108