Virgilio, Eneide I, 630

Melphi

Melphi pronuncia

Non ignara mali, miseris succurrere disco.

Il sacerdote traduce

«Poiché conosco il dolore, imparo a soccorrere chi soffre.»

E interpreta

Melphi ti dice una cosa semplice: ciò che hai sofferto non è andato sprecato. Le tue ferite ti hanno insegnato a riconoscere quelle degli altri, e questa è una forza rara. Se in questi giorni qualcuno vicino a te sta passando ciò che hai già passato tu, una separazione, un lutto, un licenziamento, una malattia, è il momento giusto per tendergli la mano. Non serve avere tutte le risposte: basta esserci, con l’esperienza di chi sa. E attenzione, aiutando gli altri guarirai anche un po’ te stesso. Il bene che fai torna a te.

Le traduzioni storiche

Annibal Caro (1581)
Sì che natura e sofferenza e pruova
De’ miei stessi travagli ancor me fanno
Pietosa e sovvenevole agli altrui.
Theodore C. Williams (1910)
to call this land my home. O, I am wise
in sorrow, and I help all suffering souls!”

Fonte

Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900) Virgilio, Eneide I, 630