Virgilio, Eneide I, 11
Melphi pronuncia
Tantaene animis caelestibus irae?
Il sacerdote traduce
«Tanta collera c’è dunque nell’animo degli dèi?»
E interpreta
Melphi ti risponde con una domanda, e non è un caso. Se in questi giorni ti senti colpito da una rabbia che non capisci, quella di un capo, di un familiare, di qualcuno che ami, il verso ti dice una cosa semplice: non tutta l’ira che ti cade addosso nasce da una tua colpa. A volte chi sta sopra di te porta ferite vecchie che con te hanno poco a che fare. Non è il momento di processarti da solo né di rispondere con lo stesso fuoco. Chiediti, con calma, da dove arriva davvero quella collera: la risposta ti renderà più leggero e più lucido.
Le traduzioni storiche
Annibal Caro (1581)
Per tanti casi a tanti affanni? Ahi tanto
Possono ancor là su l’ire e gli sdegni?
Per tanti casi a tanti affanni? Ahi tanto
Possono ancor là su l’ire e gli sdegni?
Theodore C. Williams (1910)
a man whose largest honor in men's eyes
was serving Heaven? Can gods such anger feel?
a man whose largest honor in men's eyes
was serving Heaven? Can gods such anger feel?
Fonte
Publio Virgilio Marone, Aeneis, ed. J. B. Greenough (1900)
Virgilio, Eneide I, 11