6. La Lite
訟 · sòng · Conflict · linee dal basso: 010111
I due trigrammi
Il Giudizio
Questo esagramma parla della lite, del contendere, e ti descrive con precisione la situazione in cui forse ti trovi: hai ragione, sei sincero nella tua posizione, eppure incontri opposizione e ostacoli. Non è un caso, e non è colpa tua: è la natura di questo momento, con la forza in alto e il pericolo in basso che si guardano in cagnesco. Il Giudizio ti dà due strade. Se coltivi una cautela attenta, quasi timorosa, ci sarà buona fortuna; se invece devi portare la contesa fino in fondo, fino all'ultima parola, ci sarà sventura. Vuol dire che vincere a tutti i costi, in una causa, in un litigio familiare, in una rivalità sul lavoro, non conviene neppure a chi ha ragione. Poi due indicazioni concrete: è vantaggioso vedere il grande uomo, cioè rivolgersi a una persona autorevole e imparziale, un mediatore, un avvocato saggio, un anziano stimato; e non è vantaggioso attraversare il grande fiume, cioè non è il momento di imbarcarsi in imprese rischiose o in decisioni irreversibili. Il consiglio pratico è: prima di rispondere a chi ti attacca, fatti consigliare da qualcuno fuori dalla mischia, e non firmare nulla finché la tensione non cala.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'Immagine è il cielo e l'acqua che si muovono in direzioni opposte: il cielo sale, l'acqua scende, e da questo allontanarsi nasce la lite. Chi è saggio, dice Legge, guardando questo, nel condurre gli affari prende buon consiglio sui primi passi. È un'indicazione preziosa per te: la maggior parte dei conflitti nasce da un inizio sbagliato, un contratto letto male, un accordo verbale mai messo per iscritto, un'aspettativa non chiarita. Se stai per cominciare qualcosa, un lavoro insieme, una convivenza, una società, chiarisci tutto adesso. Consiglio: metti nero su bianco le regole prima di partire.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
Prima linea: non porti avanti la questione oggetto della lite. Subirai il piccolo danno di sentirti parlare contro, ma la fine sarà fortunata. Sei all'inizio di uno screzio, magari con un vicino, un collega, un parente, e questa linea ti dice di lasciar cadere. Qualcuno dirà che hai ceduto, che non ti sei difeso: sopportalo. Il commento aggiunge che la tua ragione è chiara comunque. Consiglio: non rispondere all'ultimo messaggio, e vedrai che la cosa si spegne da sola.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
Seconda linea: non sei all'altezza della contesa. Se ti ritiri e resti in disparte, in una città di appena trecento famiglie, non cadrai in alcun errore. Vorresti combattere, ne avresti anche la forza, ma chi hai di fronte è più in alto di te, e insistere sarebbe come tirarti addosso la sciagura con le tue mani. Se stai litigando con un capo, con un'istituzione, con chi ha più potere, questa linea ti consiglia una ritirata umile: fai un passo indietro, torna alla tua vita piccola e tranquilla, e non ci sarà colpa.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
Terza linea: resti nel vecchio posto assegnato per il tuo sostentamento, fermo e corretto. Per quanto la posizione sia pericolosa, alla fine ci sarà buona fortuna. Se ti capita di lavorare per chi comanda, non rivendicherai il merito del risultato. È la linea di chi vive di ciò che si è guadagnato onestamente e non entra nell'arena. Se intorno a te tutti litigano per posizioni e riconoscimenti, tieniti stretto quello che è tuo, fai il tuo lavoro bene e lascia gli onori agli altri: la sicurezza è lì.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
Quarta linea: non sei all'altezza della contesa; torni allo studio delle regole superiori, cambi il tuo desiderio di litigare e ti acquieti nell'essere fermo e corretto. Ci sarà buona fortuna. Avevi voglia di scontro, ma davanti hai chi non puoi battere e accanto chi non ti può aiutare. Il commento dice che tornare ai principi e rinunciare alla lite sono la stessa cosa: la lite era sbagliata in partenza. Se ti riconosci, cambia idea senza vergogna. Rinunciare a una guerra sbagliata è già una vittoria.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
Quinta linea: contendi, e con grande fortuna. È l'unica linea dell'esagramma in cui la lite va bene, perché chi la conduce sta al centro, nella posizione giusta, con equilibrio e correttezza. Se la tua causa è giusta e ti rivolgi a chi ha l'autorità per decidere, un giudice, un arbitro, un responsabile imparziale, l'esito sarà a tuo favore. Consiglio: presenta la tua posizione con calma, con i fatti in ordine, senza esagerare; l'equità che mostri è ciò che ti fa vincere.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
Sesta linea: potresti ricevere la cintura di cuoio come onorificenza dal sovrano, e tre volte in una mattina ti verrebbe tolta. Hai la forza per vincere la lite, e forse la vinci davvero, ma se continui a contendere senza fine, ogni premio ti scivola via appena ottenuto. È l'avvertimento per chi ha fatto del conflitto uno stile di vita: la vittoria conquistata così non porta rispetto e non dura. Se ti riconosci, fermati adesso, con un guadagno modesto ma tuo, invece di rilanciare fino a perdere tutto.