56. Il Viandante
旅 · Lǚ · The Wanderer · linee dal basso: 001101
I due trigrammi
Il Giudizio
Il Viandante è lo straniero in terra straniera: chi è lontano da casa, chi ha appena cambiato città, lavoro o ambiente, chi si sente ospite e non padrone della propria situazione. Il testo antico dice che in questa condizione ci può essere qualche piccolo risultato e progresso, non grandi cose; ma se lo straniero è fermo e corretto come deve essere, ci sarà fortuna. Legge spiega che il viaggiatore deve coltivare due qualità: l'umiltà e l'integrità. Con queste evita i pericoli e ottiene ciò che è possibile. Se in questo periodo ti senti di passaggio, in un posto di lavoro provvisorio, in una relazione appena iniziata, in una città dove non conosci nessuno, questo esagramma ti dice di non pretendere troppo e di non perdere la tua correttezza per farti accettare. Il consiglio pratico: viaggia leggero, rispetta le regole del posto, tieni con te i tuoi mezzi e le persone fidate, e non fare il gradasso. Chi si comporta bene da ospite trova sempre una porta aperta, e alla fine anche una casa.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
Il fuoco sulla montagna: divampa nell'erba, corre su tutta la superficie, non si ferma a lungo in nessun punto e presto scompare, come il viaggiatore. Il saggio, dice l'immagine, usa saggezza e prudenza nelle punizioni e non lascia che le liti si trascinino. Per te significa che i conflitti vanno chiusi in fretta e con misura, senza accanimento: un rimprovero chiaro e poi basta, una questione risolta e poi archiviata. Se hai una discussione aperta con qualcuno, non lasciarla ardere per settimane. Affrontala oggi, con giustizia, e spegnila.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
Prima linea: lo straniero è meschino e si occupa di cose meschine, e così si attira altre disgrazie. Non è il tipo di lavoro che lo rende tale, spiega Legge, ma il fatto che la sua mente e il suo scopo si sono svuotati di ogni cosa buona. Fai attenzione: se, sentendoti fuori posto, ti abbassi a pettegolezzi, piccole furbizie, risparmi indegni, perdi il rispetto di tutti, e il tuo. Anche da ospite, anche in una posizione modesta, tieni alto il tuo obiettivo e comportati con dignità.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
Seconda linea: lo straniero ha trovato un alloggio, porta con sé i suoi mezzi di sostentamento ed è accompagnato da servitori buoni e fidati. È la condizione migliore per chi è in viaggio: un posto dove dormire, risorse proprie, persone su cui contare. Il testo non lo dice, ma l'auspicio è buono. Se stai iniziando una nuova fase, assicurati queste tre cose: una base, un'autonomia economica, uno o due alleati di cui fidarti davvero. Con queste, la condizione di passaggio diventa sopportabile, e anche piacevole.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
Terza linea: lo straniero brucia il proprio alloggio e perde i suoi servitori. Per quanto cerchi di essere fermo e corretto, sarà in pericolo. È l'immagine di chi, in un ambiente non suo, tratta con arroganza e violenza le persone che lo aiutano, e si ritrova senza tetto e senza alleati. Fai attenzione a come tratti chi lavora con te o per te, soprattutto quando sei nuovo: un tono sbagliato può bruciare in un giorno ciò che ti proteggeva. Se hai già esagerato, chiedi scusa senza aspettare.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
Quarta linea: il viaggiatore ha trovato un riparo, ha di che vivere e ha anche un'ascia per difendersi; e tuttavia dice: non sono tranquillo. Ha una sistemazione, ma non il suo posto vero. Se ti riconosci in questa inquietudine, un lavoro che paga ma non ti appartiene, una casa che non senti tua, non fingere che vada tutto bene. L'ascia ricorda la prudenza: proteggi ciò che hai, ma continua a cercare la posizione che ti corrisponde davvero. La quiete interiore arriverà quando sarai al tuo posto.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
Quinta linea: tiri a un fagiano; perdi la freccia, ma alla fine ottieni lode e un incarico importante. Nell'antichità il fagiano era il dono con cui un ufficiale in viaggio si presentava a una corte straniera: qui è il gesto con cui ti fai conoscere. Costa qualcosa, la freccia perduta, cioè un investimento, un rischio, una prima fatica non ripagata; ma poi gli amici ti sostengono e chi conta ti apprezza. Se sei nuovo in un ambiente, presentati con eleganza e generosità, e accetta di perdere un po' per guadagnare posizione.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
Sesta linea: un uccello brucia il proprio nido. Lo straniero prima ride, poi grida. Ha perso troppo presto e troppo facilmente la sua docilità di bue, cioè la mansuetudine che dovrebbe avere chi è ospite. Ci sarà sventura. È l'avvertimento per chi, arrivato in alto in un ambiente non suo, si monta la testa e diventa arrogante: chiude la mente a ogni consiglio e distrugge la propria casa. Fai attenzione all'euforia del successo quando sei ancora di passaggio. Resta umile, ascolta, e non bruciare i ponti.