52. L'Arresto (la Montagna)

艮 · Gèn · Keeping Still (Mountain) · linee dal basso: 001001

I due trigrammi

sopra
Il Monte, 艮
☶
Il Monte
艮 · gèn
un colle o una montagna
sotto
Il Monte, 艮
☶
Il Monte
艮 · gèn
un colle o una montagna

Il Giudizio

La Montagna ti chiede di fermarti, ma in un modo preciso. Il testo antico dice che quando il riposo è come quello della schiena, la sola parte del corpo che non desidera nulla e sta dritta senza guardarsi intorno, e uno perde ogni coscienza di sé; quando cammina nel suo cortile e non vede nessuna delle persone che vi si trovano, allora non c'è errore. Non è un invito a isolarti dal mondo: è l'invito a stare tra la gente senza farti trascinare, restando ancorato a ciò che è giusto. Se in questi giorni ti senti tirato da mille richieste, dal lavoro, dalla famiglia, dalle notifiche, questo esagramma ti dice che la tua forza è nella quiete interiore, non nel controllo di tutto. Il consiglio pratico: scegli un momento della giornata in cui fermarti davvero, senza schermo e senza obiettivi, e lascia che la mente si posi. Da quella calma nascono le decisioni migliori, perché non sono dettate dall'ansia ma dal principio.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«When one’s resting is like that of the back, and he loses all consciousness of self; when he walks in his courtyard, and does not see any (of the persons) in it,—there will be no error.»

L'Immagine

Una montagna sopra l'altra: solidità che poggia su solidità. Il saggio, dice l'immagine, non va con i pensieri oltre i doveri della posizione in cui si trova. Sembra una limitazione, ed è invece una liberazione: smettere di rimuginare su ciò che non ti compete, sulle scelte altrui, sul futuro che non puoi controllare. Per te è il momento giusto per concentrarti su ciò che è davvero nelle tue mani oggi: il compito sulla scrivania, la persona davanti a te, il bilancio di questo mese. Fai bene quello, e la montagna ti sosterrà.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«(Two trigrams representing) a mountain, one over the other, form Kan. The superior man, in accordance with this, does not go in his thoughts beyond the (duties of the) position in which he is.»

Le sei linee

Prima linea

Prima linea: tieni fermi i piedi, le dita che vorrebbero già muoversi. Sei all'inizio di qualcosa e la tentazione è partire subito; fermarti adesso non è un errore, anzi. Il testo aggiunge però che ti conviene essere costantemente saldo e corretto, perché la tua posizione è ancora fragile. Prima di fare il primo passo in un progetto, in un rapporto, in un investimento, chiediti se è quello giusto, e rimani fedele a questa domanda anche quando l'impazienza spinge.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The first line, divided, shows its subject keeping his toes at rest. There will be no error; but it will be advantageous for him to be persistently firm and correct.»

Seconda linea

Seconda linea: tieni ferme le gambe, i polpacci. Vorresti seguire qualcuno che sta più avanti di te, aiutarlo, frenarlo, ma lui non si volta ad ascoltarti, e tu resti insoddisfatto. È la situazione di chi vede un collega, un partner, un figlio andare per la sua strada senza poterlo trattenere. Non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato: accetta questo limite senza amarezza. Fai la tua parte con correttezza, di' quello che pensi una volta sola, e poi lascia che la responsabilità resti a chi decide.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The second line, divided, shows its subject keeping the calves of his legs at rest. He cannot help (the subject of the line above) whom he follows, and is dissatisfied in his mind.»

Terza linea

Terza linea: tieni fermi i fianchi, e così separi la parte alta del corpo da quella bassa. È una quiete forzata, imposta con rigidità, e il testo la definisce pericolosa: il cuore arde di un'eccitazione repressa. Fai attenzione a non confondere la calma con il blocco: se stai soffocando una rabbia, un desiderio, una decisione, prima o poi la tensione esplode, magari nel posto sbagliato. Trova un modo sano di sfogare, parlane con qualcuno, cammina, scrivi. La quiete vera non si ottiene stringendo i denti.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The third line, undivided, shows its subject keeping his loins at rest, and separating the ribs (from the body below). The situation is perilous, and the heart glows with suppressed excitement.»

Quarta linea

Quarta linea: tieni fermo il tronco, il busto. Qui la quiete raggiunge il centro del corpo e diventa autentica: non c'è errore. Non riesci ancora a portare la calma agli altri, ma almeno tieni te stesso libero dall'agitazione, e non è poco. Se hai responsabilità su altre persone, in famiglia o al lavoro, comincia da qui: il tuo equilibrio è il primo servizio che rendi. Coltiva una routine che ti tenga stabile, sonno, pasti, movimento, e non pretendere di più per ora.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The fourth line, divided, shows its subject keeping his trunk at rest. There will be no error.»

Quinta linea

Quinta linea: tieni ferme le mascelle, e così le tue parole sono tutte ordinate. Ogni motivo di pentimento sparisce. È la linea di chi ha imparato a non parlare a vanvera: le parole dette con misura risultano poi conformi a ciò che è giusto. Se stai per rispondere a un messaggio a caldo, per dire una cosa in riunione o in famiglia che poi rimpiangeresti, questa linea ti dice di aspettare. Conta fino a dieci, riformula, e parla solo quando la frase è chiara nella tua testa.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The fifth line, divided, shows its subject keeping his jawbones at rest, so that his words are (all) orderly. Occasion for repentance will disappear.»

Sesta linea

Sesta linea: mantieni con devozione la tua quiete, fino in fondo. È il vertice della montagna, la calma piena che non è più sforzo ma natura, e il testo promette fortuna: fino alla fine ti mostri generoso e buono. Se hai attraversato un periodo di tensione, sappi che la stabilità che hai conquistato ora regge, e da lì puoi aiutare gli altri con serenità. È il momento giusto per essere il punto fermo di chi ti circonda: non con prediche, ma con la tua presenza tranquilla.

Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
«The sixth line, undivided, shows its subject devotedly maintaining his restfulness. There will be good fortune.»

Fonte

James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) Hexagram 52, Text and Appendix II https://archive.org/details/sacredbooksofchi0016unse