36. L'Ottenebramento della Luce
明夷 · Míng Yí · Darkening of the Light · linee dal basso: 101000
I due trigrammi
Il Giudizio
Il nome di questo esagramma significa intelligenza ferita, luce ottenebrata: è la situazione di chi vale, ha buone intenzioni e capacità, ma si trova a lavorare sotto qualcuno che non lo capisce, non lo sostiene, o addirittura lo ostacola. Un capo debole e ostile, un ambiente familiare che soffoca, un periodo in cui tutto ciò che fai sembra non contare. Se ti senti così, il testo antico non ti dice di combattere, e nemmeno di arrenderti: ti dice che sarà vantaggioso renderti conto fino in fondo della difficoltà della tua posizione e, allo stesso tempo, mantenere una fermezza corretta. In altre parole, non illuderti che le cose siano migliori di come sono, ma non lasciare che il buio intorno ti cambi dentro. Il consiglio pratico: fai il tuo lavoro bene, tieni per te i giudizi, non sprecare energie in battaglie che oggi non puoi vincere, e conserva intatti i tuoi principi. La luce che nascondi adesso è la stessa che ti servirà quando il clima cambierà, e cambierà.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è il sole che entra dentro la terra: la luce c'è ancora, ma è nascosta sotto la superficie. Così la persona saggia, quando deve avere a che fare con gli altri in un tempo difficile, mostra la propria intelligenza proprio tenendola velata. Non è ipocrisia, è prudenza: non sbandierare quanto capisci, non correggere tutti, non fare la persona più brillante della stanza quando la stanza è piena di chi potrebbe usarlo contro di te. Nella pratica, in una riunione tesa o in una famiglia in conflitto, ascolta più di quanto parli, e riserva la tua chiarezza alle poche persone che la meritano. Il consiglio: abbassa la luce, non spegnerla.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
Sei come un uccello che vola ancora, ma con le ali che si abbassano: hai ricevuto un primo colpo, leggero, all'inizio del cammino, e hai capito che il clima non è favorevole. La persona saggia, quando medita di andarsene da una situazione così, può restare tre giorni senza mangiare, tanto è assorbita dal pensiero; e dovunque vada, ci sarà chi ne parla male. Se stai valutando di lasciare un posto o un rapporto, accetta che qualcuno non capirà. Decidi con calma, ma decidi tu.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
Sei stato colpito, ma non al cuore: una ferita alla coscia sinistra rallenta il passo senza fermarti. Un progetto bocciato, una critica ingiusta, un'esclusione: fa male, ma non ti toglie la capacità di muoverti. Il testo dice che ti salvi grazie a un cavallo veloce, cioè trovando in fretta un mezzo, un aiuto, un'alternativa, e che la fortuna è con te. Il consiglio: non rimanere fermo a leccarti la ferita; individua subito la via d'uscita e prendila.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
Vai a caccia verso sud, verso la luce, e catturi il grande capo delle tenebre: riesci cioè a individuare e a neutralizzare la vera origine del problema, la persona o l'abitudine che rendeva tutto buio. È una vittoria importante, ma il testo ti avverte: non avere fretta di rimettere tutto a posto in una volta sola. Dopo aver risolto il nodo principale, dai tempo alle persone e alle situazioni di riassestarsi. Un cambiamento alla volta.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
Sei appena entrato nel fianco sinistro del ventre del paese oscuro: sei arrivato abbastanza vicino da capire come funziona davvero l'ambiente in cui ti trovi, e quello che hai visto ti ha convinto. Proprio per questo sei in grado di seguire l'intenzione giusta: uscire dal cancello e dal cortile del signore delle tenebre, cioè allontanarti prima di esserne inghiottito. Se hai capito che un posto o una compagnia non ha rimedio, usa quella chiarezza per andartene con poco danno.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
Questa linea ricorda il conte di Kî, che sotto un sovrano ostile finse di essere fuori di sé per non tradire i propri principi e non perdere la vita. È il caso di chi è vicino a un potere che non può cambiare né abbandonare: un familiare difficile, un capo che non si può lasciare adesso. La strada è la fermezza corretta: non collaborare al male, ma nemmeno esporsi inutilmente. Tieni bassa la testa e alta la coscienza, e aspetta il tuo tempo.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
Qui non c'è luce, solo oscurità: è la sorte di chi, avendo potere, si è opposto a chi voleva servirlo bene. Prima era salito fino in cima al cielo; il suo futuro è scendere sotto terra. Se questa linea riguarda te, chiediti se stai usando la tua posizione, in casa o al lavoro, per respingere chi ti dice la verità. Se riguarda qualcun altro, sappi che l'arroganza al vertice non dura. Il consiglio: non legare il tuo destino a chi rifiuta ogni consiglio.