33. Il Ritiro
遯 · Dùn · Retreat · linee dal basso: 001111
I due trigrammi
Il Giudizio
Questo esagramma ti dice una cosa semplice: ritirarsi non è perdere. Se in questi giorni senti che intorno a te cresce qualcosa di piccolo e meschino, un clima pesante in ufficio, una persona che pretende sempre di più, una discussione in famiglia che non porta da nessuna parte, la mossa giusta è fare un passo indietro con la testa alta. Il testo antico dice che, anche in una situazione così, il progresso è possibile: non nel senso di vincere la partita, ma nel senso di uscirne intero, con la tua dignità e le tue forze conservate. Resta però un margine, piccolo ma reale, in cui essere fermo e corretto ti darà ancora un vantaggio: non mollare tutto, non abbandonare le regole, non rispondere alla scortesia con la scortesia. Il consiglio pratico è questo: decidi tu il momento e il modo del tuo ritiro, prima che siano gli altri a deciderlo per te, e fallo senza sbattere la porta. Chi si ritira bene, oggi, si ritrova domani nella posizione migliore per ripartire.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è quella del cielo con sotto una montagna: la montagna si alza, ma a un certo punto si ferma, mentre il cielo continua a salire e si allontana. Così fa la persona saggia con chi le porta solo fastidi e piccolezze: non li combatte, non mostra di odiarli, semplicemente li tiene a distanza con la propria serietà e compostezza. Nella vita di tutti i giorni significa non alimentare i pettegolezzi, non scendere al livello di chi provoca, non dare confidenza a chi la userebbe contro di te. Non è freddezza: è la calma di chi sa quanto vale. Il consiglio è di lasciare che la tua dignità parli per te, senza bisogno di alzare la voce.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
Sei l'ultimo della fila, la coda di chi si ritira, e la posizione è scomoda: chi è indietro rischia di essere raggiunto. Se ti senti esposto, la tentazione è correre via in fretta, ma proprio la fretta aggraverebbe il pericolo. Il consiglio è di non muoverti in nessuna direzione per ora: fermati, respira, non firmare, non rispondere a caldo. Aspetta che la situazione si chiarisca.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
Hai preso una decisione, quella di allontanarti da una situazione che non ti fa bene, e la tieni stretta come una cinghia di cuoio di bue giallo, che non si spezza. È una linea di fermezza tranquilla: non hai bisogno di giustificarti, né di litigare. Se qualcuno cerca di riportarti indietro con le lusinghe o con i sensi di colpa, tieni la presa: il tuo proposito è giusto e la sua forza sta nella costanza.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
Vorresti ritirarti, ma sei legato: impegni, persone che dipendono da te, abitudini che ti trattengono. Questo ti procura affanno e ti mette in una posizione delicata. Il testo antico consiglia di trattare chi ti trattiene con la cura che si riserva a chi vive in casa tua: con pazienza, con misura, senza durezza ma anche senza lasciarti sopraffare. Non è il momento di affrontare le grandi questioni: sistema le piccole, un legame alla volta.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
Ti ritiri anche se una parte di te vorrebbe restare: c'è qualcosa che ti piace, in quella situazione, e lasciarla costa. Proprio qui si vede la differenza tra chi ha carattere e chi non ce l'ha. Chi è capace di andarsene nonostante le proprie inclinazioni trova fortuna; chi non ci riesce resta impigliato. Il consiglio è di fare la cosa giusta anche se non è la cosa più gradevole: ringrazia, saluta e vai.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
Questo è il ritiro fatto bene, quello ammirevole: al momento giusto, con le parole giuste, senza rancore. Se stai chiudendo un capitolo, un lavoro, una collaborazione, una storia, hai la possibilità di farlo in un modo che gli altri ricorderanno con rispetto. La condizione è restare fermo e corretto fino all'ultimo giorno: niente scorciatoie, niente vendette. Così il ritiro diventa un investimento sul tuo futuro.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
È il ritiro nobile, quello di chi se ne va con leggerezza perché non ha più dubbi sulla propria strada. Non ti trattiene nessuno, non hai conti in sospeso, non provi nostalgia amara. Questa linea promette vantaggio in ogni direzione: qualunque cosa tu scelga di fare dopo, parti pulito. Il consiglio è di goderti questa libertà senza guardarti indietro troppo a lungo, e di usarla per costruire qualcosa di nuovo.