24. Il Ritorno
復 · Fù · Return · linee dal basso: 100000
I due trigrammi
Il Giudizio
Il Ritorno è l'esagramma del solstizio d'inverno: dopo il buio più lungo, la luce ricomincia a crescere, e una sola linea salda rientra dal basso sotto cinque linee cedevoli. Il testo promette libero corso e progresso: chi vive questo momento non trova nessuno che lo ostacoli nelle sue uscite e nei suoi rientri, gli amici vengono a lui, e non si commette errore. È la promessa di chi torna sulla propria strada dopo un periodo di smarrimento: torna e ripete il suo corso proprio, e il ritorno arriva in sette giorni, cioè al compiersi naturale di un ciclo, senza forzature. Se in questi giorni senti che qualcosa si sta riaccendendo in te, la voglia di lavorare, un affetto che credevi spento, la salute che risale, un progetto messo da parte, non avere fretta e non avere paura: la spinta è vera, ma è ancora piccola, come il sole a dicembre. Ci sarà vantaggio in qualsiasi direzione ti muova. Il consiglio pratico è di assecondare questo inizio con gesti semplici e regolari, non con grandi proclami: riprendi un'abitudine buona, richiama la persona giusta, rimetti in ordine una cosa alla volta. La luce che torna non ha bisogno di essere spinta, ha bisogno di essere protetta.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è quella del tuono chiuso dentro la terra: una forza presente ma ancora silenziosa, che si fa appena sentire. Gli antichi re, dice il testo, nel giorno del solstizio d'inverno chiudevano le porte dei valichi, così che i mercanti non viaggiassero e i principi sospendessero le ispezioni dei loro stati. Il primo germoglio va custodito nella quiete, come il proposito di cambiare vita. Se hai appena ricominciato qualcosa, una dieta, uno studio, una riconciliazione, non esporlo subito al traffico del mondo. Il consiglio pratico: concediti un periodo di raccoglimento, riduci gli impegni, non raccontare a tutti il tuo nuovo inizio finché non ha messo radici.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
La prima linea mostra chi torna indietro da un errore di poco conto, prima che diventi qualcosa di cui pentirsi: grande buona fortuna. È il ritorno più bello, quello di chi si accorge subito di aver deviato e corregge la rotta senza aspettare. Se ti sei allontanato di poco da ciò che sai essere giusto, una parola di troppo, una promessa trascurata, una spesa sconsiderata, non aspettare che il danno cresca. Il consiglio è di rimediare oggi stesso, con semplicità: una scusa, un gesto, una decisione. Chi corregge presto non ha nulla da rimpiangere.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
La seconda linea mostra un ritorno ammirevole: buona fortuna. È il ritorno di chi non è forte per conto proprio ma sa riconoscere il buono in chi gli sta accanto e vi si affida. Il commento parla di condiscendenza verso la persona virtuosa che sta sotto: cioè di umiltà, di saper seguire un buon esempio senza orgoglio. Se hai vicino qualcuno che sta rimettendosi in carreggiata, un amico, un compagno, un collega, lasciati ispirare invece di sentirti in competizione. Il consiglio pratico è di cercare compagnia buona per il tuo ritorno: si torna meglio in due.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
La terza linea mostra chi torna e ritorna più volte: la posizione è pericolosa, ma non ci sarà errore. È il ritratto di chi prova a cambiare, ricade, riprova, ricade ancora. Non è una condanna: il testo riconosce che la strada del ritorno è fatta anche di ricadute, e che l'importante è non smettere di rialzarsi. Se stai lottando con un'abitudine, una dipendenza, una relazione da cui esci e in cui rientri, non disprezzarti per l'incostanza. Il consiglio è di riconoscere il pericolo con onestà e di rendere ogni ritorno un po' più solido del precedente.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
La quarta linea mostra chi si muove proprio nel mezzo degli altri, tra persone che non tornano, e tuttavia torna da solo sulla sua strada. È la linea di chi ha un legame vero con ciò che è giusto e lo segue anche quando tutti intorno vanno altrove. Se ti trovi in un ambiente in cui si fa il contrario di ciò che senti corretto, in ufficio, tra amici, in famiglia, questa linea ti dice che puoi tornare al tuo percorso anche senza compagnia. Il consiglio è di non aspettare che gli altri cambino per cambiare tu: fai la tua scelta con discrezione e senza polemica, e vai.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
La quinta linea mostra il ritorno nobile: nessun motivo di pentimento. È il ritorno di chi sta in una posizione di responsabilità e lo compie con generosità, senza scuse e senza mezze misure, cercando di perfezionarsi in accordo con il proprio ruolo. Se sei tu ad aver sbagliato verso chi dipende da te, un figlio, un collaboratore, un partner, il consiglio è di tornare sui tuoi passi con dignità e apertamente: ammettere l'errore da una posizione di autorità non toglie autorevolezza, la fonda. Chi guida e sa correggersi non avrà nulla da rimproverarsi.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
La sesta linea mostra chi si è completamente perso sulla via del ritorno: ci sarà del male, calamità ed errori. Se con le sue idee mettesse in moto le truppe, finirebbe in una grande sconfitta, le cui conseguenze arriverebbero fino a chi governa; e neppure in dieci anni potrebbe riparare il disastro. È l'avvertimento più severo dell'esagramma: quando il tempo del ritorno è passato e non lo si è colto, insistere con azioni grandi porta rovina lunga. Se hai lasciato passare molte occasioni di correggerti e ora vorresti recuperare con un colpo di forza, fai attenzione: non è il momento di lanciarsi in imprese. Il consiglio è di fermarti, ammettere lo smarrimento, e ricominciare dal passo più piccolo possibile.