22. La Grazia
賁 · Bì · Grace · linee dal basso: 101001
I due trigrammi
Il Giudizio
La Grazia è l'esagramma dell'ornamento, della bellezza che si aggiunge alle cose: la forma curata, il gesto elegante, la parola ben detta. Il testo dice che tutto questo deve avere libero corso, perché come c'è bellezza nella natura così deve esserci nella vita tra le persone; ma aggiunge subito che ci sarà poco vantaggio se all'ornamento viene permesso di avanzare e prendere il comando. Vuol dire che la forma è preziosa finché resta al servizio della sostanza. Se in questi giorni stai curando l'immagine, tua o di un progetto, una presentazione, una casa da sistemare, un profilo, un'occasione in cui vuoi fare bella figura, questo esagramma ti dice che fai bene, e che la grazia apre le porte. Ma fai attenzione a non lasciare che la confezione diventi più importante del contenuto: in amore, non scambiare il corteggiamento per il legame; nel lavoro, non presentare bene ciò che non è ancora solido. Il consiglio pratico è di dedicare all'apparenza il tempo che merita e non un minuto di più, e di chiederti sempre, prima di mostrare qualcosa, se regge anche senza la cornice.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è quella del fuoco che arde ai piedi della montagna: la luce sale e mette in bellezza alberi, erbe, ogni cosa. La persona saggia, dice il testo, dà splendore ai tanti affari ordinari del governo, ma non osa decidere allo stesso modo le cause penali. Vuol dire che c'è un campo per l'eleganza e uno in cui serve solo la verità nuda. Se ti occupi di comunicazione, di accoglienza, di relazioni, usa pure il tocco che abbellisce; ma quando devi giudicare una colpa, dividere un'eredità, chiarire chi ha torto, spogliati di ogni ornamento. Il consiglio pratico: nelle questioni serie, parla semplice e vai ai fatti.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
La prima linea mostra chi adorna i propri piedi, cioè il proprio modo di camminare, e sa rinunciare alla carrozza per andare a piedi. È il ritratto di chi sta in basso, non ha ancora un ruolo, e cura se stesso con dignità: non ha bisogno di lussi per sentirsi in ordine. Se sei all'inizio di un percorso, il consiglio è di puntare sulla sostanza del tuo comportamento, la puntualità, la correttezza, il modo di trattare gli altri, e di lasciar perdere gli status che non ti puoi permettere. Camminare con le proprie gambe è già un ornamento.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
La seconda linea mostra chi adorna la propria barba. La barba non si muove da sola: segue il mento. È l'immagine di chi cura il dettaglio che dipende da qualcos'altro, e ci ricorda che l'ornamento va sempre insieme a ciò che lo sostiene. Se sei in una posizione in cui dipendi da un'altra persona, un capo, un partner, un socio più forte, il consiglio è di muoverti in accordo con lei e di non pretendere di brillare per conto tuo. Fai bella figura insieme a chi ti regge, non contro di lui.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
La terza linea mostra chi appare ornato e bagnato di ricchi favori: tutto intorno lo abbellisce e lo lusinga. Ma il testo avverte: mantieni sempre la tua fermezza, e allora la fortuna sarà buona. È il periodo in cui tutto ti sorride, in amore, tra amici, sul lavoro, e la tentazione è di adagiarsi in questa dolcezza. Fai attenzione: le attenzioni degli altri dipendono dalle circostanze, non sono un possesso. Il consiglio è di goderti i favori senza perdere la testa, e di restare la persona che eri prima che arrivassero.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
La quarta linea mostra chi sembra ornato ma solo di bianco, come su un cavallo bianco e alato, che cerca l'unione con chi gli è destinato mentre chi sta in mezzo non è un predone ma qualcuno che punta a un legame onesto. È un'immagine complicata che dice una cosa semplice: tra te e la persona o l'obiettivo che cerchi c'è un ostacolo, e ti chiedi se quell'ostacolo sia un nemico. Il testo ti rassicura: non lo è. Se sei sospettoso verso chi si è messo tra te e ciò che desideri, il consiglio è di restare fedele al tuo scopo, ma di non attribuire cattive intenzioni a chi forse ha solo le sue ragioni. L'unione arriverà, sobria e senza fronzoli.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
La quinta linea mostra chi è adornato da chi abita le alture e i giardini, e porta il suo rotolo di seta, piccolo e modesto: può sembrare tirchio, ma alla fine la fortuna sarà buona. È la posizione di chi ha un ruolo importante ma mezzi limitati, e riceve il suo decoro dall'ambiente e dalle persone intorno più che da ciò che possiede. Se ti trovi a fare un regalo, un'offerta, un'accoglienza con meno di quanto vorresti, non vergognartene: nelle cerimonie, dice il commento, è meglio essere parchi che sprecare. Il consiglio è di dare con sincerità quello che hai, senza scusarti.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
La sesta linea mostra chi ha il bianco come unico ornamento: nessun errore. Siamo in cima all'esagramma, l'ornamento ha fatto il suo corso e si torna alla semplicità pura. È il ritratto di chi non ha più bisogno di dimostrare niente: la sostanza vale più della decorazione. Se hai passato un periodo a curare l'immagine, la casa, la carriera, le apparenze, e senti il desiderio di spogliarti del superfluo, questa linea ti dice che è la strada giusta. Il consiglio pratico: semplifica, elimina ciò che serve solo a far colpo, e lascia che siano i fatti a parlare per te.