15. La Modestia
謙 · qiān · Modesty · linee dal basso: 001000
I due trigrammi
Il Giudizio
Dopo i grandi possessi viene, giustamente, la modestia: e questo è uno dei pochi esagrammi in cui tutte le linee sono favorevoli. Il Giudizio dice che la modestia indica progresso e successo, e che la persona di valore, essendo umile come l'esagramma implica, porterà a buon fine le sue imprese. Non è un elogio della timidezza o del tirarsi indietro: la modestia di cui si parla è quella di chi ha una forza vera, la linea intera al centro dell'esagramma, e sceglie di non ostentarla, di tenerla al servizio degli altri. Se in questi giorni hai ottenuto qualcosa, una promozione, un riconoscimento, un risultato che ti ha fatto notare, o se al contrario senti che il tuo valore non viene visto, questo esagramma ti dice la stessa cosa: la strada per un successo che dura passa dal non montarsi la testa e dal non pretendere. È l'umiltà che rende una persona amata e seguita, senza bisogno di titoli o di ricchezze. Nel lavoro, chi non si vanta viene cercato; in amore, chi non pretende viene scelto; in famiglia, chi non alza la voce viene ascoltato. Il consiglio pratico è: la prossima volta che vorresti far notare un tuo merito, lascia che siano i fatti a parlare, e dedica quell'energia a riconoscere il merito di qualcun altro.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'Immagine è la terra con una montagna nel suo grembo: qualcosa di alto che accetta di stare dentro ciò che è basso. Chi è saggio, dice Legge, in accordo con questo, diminuisce ciò che in lui è eccessivo e accresce dove c'è qualche mancanza, realizzando un'equità, secondo la natura di ogni caso, nel trattare se stesso e gli altri. È un lavoro di livellamento: togliere dove c'è troppo, orgoglio, pretese, spese, parole, e aggiungere dove c'è troppo poco, ascolto, cura, riposo. Vale anche nel giudicare gli altri: non pesare due volte lo stesso errore. Consiglio: fai una lista di ciò che hai in eccesso e di ciò che ti manca, e riequilibra.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
Prima linea: la persona di valore che aggiunge umiltà a umiltà. Con questo si può attraversare anche il grande fiume, e ci sarà buona fortuna. Sei all'inizio, in basso, e la tua umiltà è doppia: non hai posizione, e non la pretendi. Il commento dice che così nutri la tua virtù nella semplicità. Se stai per affrontare qualcosa di grande, un esame, un nuovo lavoro, una prova personale, presentati senza arroganza e senza paura. Consiglio: chiedi consiglio, ascolta, e attraversa il fiume con il passo di chi non ha nulla da dimostrare.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
Seconda linea: umiltà che si è fatta riconoscere. Con ferma correttezza ci sarà buona fortuna. La tua modestia non è una posa: viene dal centro del cuore, dice il commento, e proprio per questo gli altri la notano, senza che tu debba proclamarla. Se le persone intorno a te hanno cominciato a fidarsi, ad affidarti compiti, a chiederti un parere, è perché hanno visto che non cerchi gloria. Consiglio: continua così, con costanza, e non trasformare la tua modestia in un vanto.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
Terza linea: la persona di valore dal merito riconosciuto, che è umile. Manterrà il suo successo fino alla fine e avrà buona fortuna. È il signore dell'esagramma: l'unica linea forte, a cui tutte le altre si rivolgono. Hai fatto molto, lo sanno tutti, e nonostante questo non ti metti sopra nessuno. Il commento dice che moltitudini di persone si sottometteranno a te. Se sei diventato un punto di riferimento, al lavoro, tra gli amici, in famiglia, la tua modestia è ciò che rende duraturo il tuo successo. Consiglio: porta a termine ciò che hai iniziato senza cercare applausi.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
Quarta linea: uno la cui azione sarebbe vantaggiosa in ogni senso, che risveglia ancora di più la propria umiltà. Sei in una posizione buona, vicino a chi comanda, e tutto ti riuscirebbe; eppure, proprio lì, scegli di essere ancora più modesto. Il commento dice che così facendo non agisci contro la regola giusta per la tua posizione. Se hai un capo, un partner, un genitore con cui i rapporti sono delicati, la modestia è la tua protezione. Consiglio: non prendere iniziative che facciano ombra a chi sta sopra di te; lavora bene e in silenzio.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
Quinta linea: uno che, senza essere ricco, riesce a impiegare i suoi vicini. Può con vantaggio usare la forza delle armi, e tutte le sue mosse saranno vantaggiose. Non hai grandi mezzi né grande potere, ma la gente ti segue perché è la modestia in sé che tutti amano e onorano. E la modestia non ti impedisce di far valere il giusto, anche con fermezza, verso chi non vuole rispettare le regole. Se qualcuno approfitta della tua mitezza, hai il diritto di reagire. Consiglio: chiama a raccolta chi ti stima e affronta con decisione chi non si sottomette a ciò che è corretto.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
Sesta linea: umiltà che si è fatta riconoscere. Chi la possiede metterà con vantaggio in moto le sue schiere, ma solo per correggere le proprie città e il proprio stato. Sei alla fine del percorso, la tua modestia è nota a tutti, ma il commento dice che non tutti i tuoi obiettivi sono stati raggiunti. Puoi usare la forza, ma solo dentro il tuo ambito: mettere ordine in casa tua, nel tuo lavoro, nelle tue abitudini, non andare a correggere gli altri. Consiglio: se devi fare pulizia, comincia e finisci con ciò che è tuo.