27. Gli Angoli della Bocca (Il Nutrimento)
頤 · Yí · The Corners of the Mouth (Nourishment) · linee dal basso: 100001
I due trigrammi
Il Giudizio
Questo esagramma ha la forma di una bocca aperta: due linee salde in alto e in basso, come le mascelle, e quattro linee cedevoli in mezzo, come la cavità. Parla di nutrimento, in tutti i sensi: il cibo che mangi, ma anche ciò di cui nutri la mente, le persone che sostieni e quelle da cui ti fai sostenere. Il testo promette buona fortuna a chi resta fermo e corretto, e poi dà un'istruzione precisa: bisogna guardare ciò che si cerca di nutrire, e con l'esercizio del pensiero cercare l'alimento adatto. Se in questi giorni ti senti svuotato, o al contrario ti accorgi di riempirti di cose che non ti fanno bene, cibo sbagliato, notizie che agitano, compagnie che tolgono energia, questo esagramma ti chiede di fermarti e di osservare che cosa entra nella tua vita e che cosa ne esce. Il consiglio pratico è doppio: da un lato, scegli con cura ciò di cui ti alimenti, il cibo, le letture, le conversazioni, il riposo; dall'altro, chiediti chi stai nutrendo tu, con il tuo tempo e la tua attenzione, e se lo fai nel modo giusto. Nutrire bene se stessi e gli altri, in accordo con ciò che è retto, è la promessa di fortuna di questo tempo.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è quella del tuono ai piedi della montagna: il temporale che disperde l'afa e a cui seguono arie fresche e il risveglio delle piante. La persona saggia, dice il testo, raccomanda vigilanza sulle parole e misura nel mangiare e nel bere. Le parole nutrono lo spirito, il cibo nutre il corpo: entrambi passano dalla stessa bocca. Se ti accorgi di parlare troppo, di mangiare per noia, di bere per stanchezza, questa immagine ti chiede una disciplina semplice e quotidiana. Il consiglio pratico: prima di parlare chiediti se serve, e prima di mangiare chiediti se hai fame. Due domande piccole che cambiano una giornata.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
La prima linea è rivolta come un rimprovero: lasci la tua tartaruga magica, che basta a se stessa, e guardi me finché ti pende la mascella. Ci sarà del male. È il ritratto di chi avrebbe tutto per bastare a se stesso, e invece resta a bocca aperta davanti a ciò che hanno gli altri: la loro vita, il loro partner, il loro stipendio. Se ti accorgi che l'invidia o il desiderio ti stanno distraendo da ciò che possiedi, fai attenzione: così sprechi la tua forza. Il consiglio è di tornare a guardare le tue risorse e di coltivarle, invece di sbavare per quelle altrui.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
La seconda linea mostra chi cerca nutrimento verso il basso, il che è contrario a ciò che è proprio, oppure lo cerca dall'alto, da chi è troppo lontano: avanzare in quella direzione porta al male. È la persona che non basta a se stessa e chiede sostegno alle persone sbagliate, a chi non può o non deve darglielo. Se ti stai appoggiando a qualcuno che dovrebbe invece dipendere da te, o inseguendo l'aiuto di chi non ti considera, fai attenzione. Il consiglio è di cercare sostegno da chi è giusto che te lo dia, e di non abbandonare le tue vere alleanze per una speranza lontana.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
La terza linea mostra chi agisce contro il metodo del nutrire: per quanto sia fermo, ci sarà del male; per dieci anni non intraprenda nulla, perché non ne trarrebbe vantaggio. È la persona che si nutre di cose sbagliate, eccitazione, piaceri di passaggio, relazioni che consumano, e crede di poter fare a meno di ogni aiuto. Se ti riconosci in questa corsa senza sosta verso ciò che non sazia, il testo è severo perché ti vuole bene: fermati a lungo. Il consiglio è di interrompere le abitudini che ti svuotano e di accettare che ci vorrà tempo prima di poter ripartire.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
La quarta linea mostra chi guarda verso il basso in cerca della forza di nutrire: buona fortuna. Guarda con lo sguardo fisso e fermo di una tigre, con un desiderio che lo spinge a balzo dopo balzo, e non cadrà in errore. È la posizione di chi ha la responsabilità di sostenere altri, una famiglia, una squadra, e cerca con intensità gli aiuti giusti per riuscirci. Se hai bisogno di appoggi per portare avanti un compito che riguarda altri, il consiglio è di cercarli con determinazione e senza vergogna: quando lo scopo è nutrire chi dipende da te, la tenacia con cui chiedi aiuto è una virtù.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
La quinta linea mostra chi agisce contro ciò che è regolare e proprio, ma se resta saldo nella fermezza avrà buona fortuna; non tenti però di attraversare il grande fiume. È la persona che ha un ruolo di responsabilità ma non è all'altezza da sola, e sa di dover contare su chi è più saggio di lei. Non c'è vergogna in questo. Se guidi qualcosa e senti che le tue forze non bastano, il consiglio è di appoggiarti con fiducia a chi ne sa di più, un consulente, un mentore, un collaboratore esperto, e di non lanciarti in imprese troppo grandi finché questa dipendenza dura.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
La sesta linea mostra colui dal quale viene il nutrimento: la sua posizione è pericolosa, ma ci sarà buona fortuna, e sarà vantaggioso attraversare il grande fiume. È la persona su cui tutti si appoggiano, il maestro, il genitore, il capo, chi in famiglia o al lavoro tiene insieme gli altri. Il compito è duro e la responsabilità grande: sentirne il peso è giusto, e proprio questa consapevolezza ti renderà all'altezza. Se sei tu a nutrire gli altri, il consiglio è di non fuggire il ruolo: accetta la sfida più impegnativa, perché in questo momento hai la forza per portarla a termine, e il beneficio sarà di tutti.