18. Il Lavoro sul Guasto
蠱 · Gǔ · Work on What Has Been Spoiled · linee dal basso: 011001
I due trigrammi
Il Giudizio
Questo esagramma parla di qualcosa che si è guastato, come un cibo lasciato troppo a lungo, e che ora tocca a te rimettere in ordine. La notizia buona è che il testo promette un grande progresso e un successo pieno a chi affronta la situazione nel modo giusto. Se ti senti addosso il peso di un disordine che non hai creato tu, un'azienda di famiglia trascurata, una casa piena di debiti, una relazione in cui i problemi si sono accumulati per anni, sappi che la riparazione è possibile e conviene farla. Ci vuole però lo sforzo di chi attraversa un grande fiume: non basta una sistemata superficiale. Il consiglio pratico è nel dettaglio dei tre giorni prima e dei tre giorni dopo il punto di svolta: prima di intervenire, prenditi il tempo per capire come si è arrivati al guasto; e dopo l'intervento, resta a controllare che le cose non ricadano nel vecchio vizio. Non muoverti d'impulso, non fare l'operazione a metà, e non aspettarti che il guasto si ripari da solo: è un lavoro, ma è un lavoro che porta lontano.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
L'Immagine
L'immagine è quella del vento che soffia ai piedi della montagna e viene respinto, scompigliando tutto ciò che trova: così appare uno stato di disordine. La persona saggia risponde in due modi che vanno insieme: aiuta chi ha intorno e coltiva le proprie qualità. Se ti trovi a rimettere in sesto qualcosa che altri hanno lasciato andare, non farlo con rancore. Il consiglio è di dedicare una parte delle tue energie a chi dipende da te, figli, colleghi, genitori anziani, e un'altra parte a te stesso: studio, salute, un'abitudine buona. Rimettere in ordine il mondo comincia dal rimettere in ordine se stessi.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Le sei linee
Prima linea
La prima linea mostra un figlio che si occupa dei guai lasciati dal padre. È il caso di chi eredita un problema: un'attività in difficoltà, un debito, una brutta abitudine di famiglia. Se sarai capace, dice il testo, tuo padre non sarà più accusato di aver sbagliato: rimediare al passato è anche un modo per onorarlo. La posizione è delicata, il rischio c'è, ma l'esito finale è buono. Il consiglio: comincia subito, con umiltà, dai problemi più piccoli, senza giudicare chi ti ha preceduto.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Seconda linea
La seconda linea parla dei guai causati dalla madre, e dà un avvertimento prezioso: non portare la tua fermezza fino in fondo. Ci sono disordini che nascono da una persona a cui devi rispetto e affetto, e con cui la durezza sarebbe una ferita. Se devi correggere una situazione creata da qualcuno di fragile o di caro, un genitore, un compagno, un amico in difficoltà, usa la delicatezza: sii chiaro sulle cose da cambiare, ma non umiliare, non rinfacciare. La misura vale più della ragione.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Terza linea
La terza linea mostra di nuovo qualcuno alle prese con i guai del padre, ma stavolta con troppa energia: ci sarà un piccolo motivo di pentimento, non però un grande errore. È il ritratto di chi si butta nella riparazione con impeto e forse esagera nei toni o nella fretta. Se ti riconosci, non fermarti: qualche attrito è il prezzo di un lavoro fatto sul serio. Il consiglio è di ammettere subito gli eccessi, scusarti quando serve, e andare avanti senza perdere lo slancio.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quarta linea
La quarta linea descrive chi guarda con indulgenza i guai del padre, cioè chi vede il problema e sceglie di lasciar correre. Se va avanti così, avvisa il testo, troverà motivo di pentirsi. È l'esagramma del rinvio comodo: la questione in sospeso con un familiare, il conto che non torna, il difetto che tutti fingono di non vedere. Fai attenzione: la tolleranza qui non è generosità, è debolezza. Il consiglio è di fissare una data precisa per affrontare ciò che rimandi, e di rispettarla.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Quinta linea
La quinta linea mostra chi si occupa dei guai del padre e ottiene lode per aver usato lo strumento adatto al lavoro. È la posizione di chi ha responsabilità ma non fa tutto da solo: sa a chi rivolgersi, sa delegare, sceglie l'aiuto giusto. Se devi risanare una situazione complicata, non credere di dover essere tu l'esperto di tutto. Cerca il consulente, il medico, l'amico competente, il collaboratore fidato. Farsi aiutare bene non toglie merito: anzi, è proprio ciò per cui sarai apprezzato.
Fonte: James Legge, The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI) (1882) · leggi il passo originale
Sesta linea
La sesta linea si stacca dagli affari di famiglia: mostra chi non serve né re né principe e con animo alto preferisce occuparsi delle cose proprie. È il ritratto di chi, finito il lavoro di riparazione, o rimasto fuori da esso, sceglie di dedicarsi alla propria crescita interiore invece che alla carriera o alle lotte di potere. Se senti il bisogno di tirarti fuori dalle contese, di non accettare quell'incarico, di dedicarti a ciò che ti nutre, questa linea ti dà ragione: non è fuga, è una scelta degna. Il consiglio è di coltivare il tuo mondo con serietà, non per disprezzo degli altri ma per fedeltà a te stesso.